Fondazione Cassa di Risparmio di Fano

La Quadreria - Carlo Magini

La vita
di Rodolfo Battistini

Estremamente ridotti erano i dati biografici su Carlo Magini fino alle nuove acquisizioni fornite da recenti indagini archivistiche. Già Alfredo Servolini1 aveva potuto stabilirne con precisione la data della nascita, avvenuta a Fano il 16 settembre 1720 (cfr. Regesti). Il padre, Francesco, svolgeva l'attività di orefice, la madre, Elisabetta Ceccarini, era sorella del pittore Sebastiano. Proprio questa stretta parentela, evidenziata da Laura Teza2, ha portato la studiosa a verificare la possibilità di un alunnato di Carlo presso l'affermato zio, e a vederne la prova nella risposta data da Sebastiano Ceccarini, nel 1736, ai padri dell'Oratorio di San Filippo Neri di Perugia che l'avevano interpellato per affrescare la Cappella del Crocifisso nella loro chiesa; Sebastiano rispose affermativamente, a patto che gli fosse consentito di portare un suo nipote come aiuto. Il nome del nipote non è specificato, ma la Teza ritiene si tratti di Carlo Magini, il quale avrebbe seguito lo zio nel corso dei suoi spostamenti - attraverso città come Urbino, Perugia, Bologna, Firenze, Venezia - dal 1735 al 1738, quando il Ceccarini si fermò a Roma e avviò le pratiche per sposare la romana Candida Marini, e proprio uno di questi documenti prova che Magini il 14 ottobre 1738 era a Roma, testimone alla consegna al notaio della Curia della copia del certificato di battesimo del Ceccarini. Gli ulteriori documenti che ho ritrovato, durante la preparazione di questo volume, nella Sezione di Fano dell'Archivio di Stato3, attestano la presenza di Carlo Magini a Roma nel 1742 e nel 1743: si tratta di una corrispondenza tra il nobile Carlo Ferri - residente a Roma, uditore rispettivamente dei cardinali Sciarra Colonna e Giovan Francesco Stoppani - e l'amministratore di Casa Ferri a Fano, nonché di un resoconto di spese effettuate dallo stesso Carlo Ferri a Roma4.

Queste testimonianze rivelano innanzitutto una costante attenzione da parte della famiglia Ferri - peraltro interessata al commercio di oggetti d'arte - verso Carlo Magini e i suoi familiari, attenzione che si protrasse nel tempo, anche dopo il ritorno del pittore a Fano, assumendo a volte il carattere di assistenza; inoltre il 7 ottobre 1742 Carlo Ferri funse da tramite per la consegna, da parte del conte Cante di Montevecchio, di cento scudi al pittore Francesco Mancini5: i due artisti si trovavano dunque a Roma nello stesso periodo, avevano importanti conoscenze in comune e l'eco stilistica del Mancini contrassegna il linguaggio figurativo della pala di Croce di Caldarola, firmata e datata nel 1742 da Carlo Magini. Entro il 1748 il pittore doveva essere rientrato a Fano ed essersi sposato con la pesarese Michelina Polinori: il 14 luglio di quell'anno nasceva infatti la primogenita Francesca, seguita, il 30 marzo 1750, dalla sorella Balbina6.

Il viaggio di ritorno nella città natale era stato finanziato dallo zio di Carlo, Nicola Magini, come risulta dal testamento che dettò il 9 luglio 1750, nel quale escludeva il nipote, a causa della sua trascuratezza verso l'anziano parente, da ogni altro beneficio. Eppure le condizioni economiche dei coniugi Magini non dovevano essere floride, se il 13 ottobre 1750 comparivano davanti al pretore Torri poiché “...per urgenti necessità della casa e della famiglia hanno deliberato di prendere a censo 151 scudi di moneta d'Urbino...”. Dallo stesso documento apprendiamo che i coniugi abitavano nella parrocchia di San Leonardo, forse nella casa, ma l'atto non lo specifica, posta nella medesima parrocchia, e parzialmente spettante a Carlo per eredità paterna. Dalle Collette del 1752 risulta che il nucleo familiare si era trasferito in una casa d'affitto, di proprietà dell'Orfanotrofio Femminile di Fano, situata nella parrocchia di Sant'Antonio. Oltre a Francesca e Balbina è menzionato per la prima volta anche il figlio Arcangelo, “lattante”, quindi nato da poco. In questa casa la famiglia Magini viene registrata anche nel 1754 e nel 1755. Il 7 marzo 1763 Carlo e Michelina Magini acquistano dal chierico Alessandro Salucci una casa posta nella parrocchia di San Marco, e da questa data hanno inizio le travagliate e mai concluse operazioni di pagamento. Pochi giorni prima, il 3 marzo, era nato il quarto figlio, Casimiro, sopravvissuto solo fino al 17 agosto. Se i documenti esaminati finora non ci hanno dato informazioni sulla attività pittorica di Carlo, dalla relazione del Consiglio Comunale del 20 giugno 1763, siamo messi a conoscenza che il Gonfaloniere di Fano aveva proposto di accettare in donazione una copia del San Pietro che guarisce lo storpio di Simone Cantarini, eseguita e offerta da Carlo Magini, invitando nel contempo il Consiglio a prendere in considerazione la possibilità di manifestare gratitudine in modo concreto all'artista; mentre dai registri di contabilità della famiglia Ferri sappiamo che l'artista aveva dipinto, dal 1758 al 1763, per quella famiglia, oltre a “...sei ovatini con figure dipinte...” non specificate, i ritratti di Giacomo e Giovanna Ferri, di “...sua Maestà l'Imperatrice Regina...”, di padre Segneri e di Sant'Ignazio di Loyola7. Ritratti dunque di personaggi più o meno vicini nel tempo e nello spazio e copie sono i primi generi di lavori ricordati dai documenti: proprio i generi che renderanno noto l'artista presso i suoi contemporanei8.

Il 18 aprile 1766 nacque l'ultima figlia, Massimiliana, mentre del 17 settembre dello stesso anno è una sua perizia su un dipinto di Ippolito Albertini. Le condizioni economiche del Magini col passare degli anni non sembrano migliorare, tanto che il suo nominativo risulta inserito in una lista di cittadini richiedenti l'esenzione dal pagamento del testatico, letta il 9 luglio 1768 nel corso di una riunione della Congregazione delle Tabelle. La moglie Michelina contribuiva al bilancio familiare eseguendo ricami su paramenti sacri, come è testimoniato dal giugno 1770, e lo stesso Carlo non disdegnava lavori di restauro, ricordati dal 15 ottobre 1775. All'interno della famiglia inoltre non mancavano tensioni, in particolare i rapporti tra Carlo Magini e il figlio Arcangelo furono sempre difficili, e la rottura diviene evidente nell'atto di matrimonio tra Arcangelo e Lucia Gasparoli, concluso, il 30 gennaio 1775, per Arcangelo, dallo zio Giambattista Magini, presso il quale gli sposi andarono ad abitare. Il 18 agosto 1783, infine, Carlo Magini rinunciò, con un atto ufficiale, alla patria potestà sul figlio.

Anche la figlia più giovane del pittore, Massimiliana, non mancò di dare dispiaceri alla famiglia, se è vero quanto è scritto in una lettera inviata il 12 febbraio 1782 da Cristoforo Ferri al figlio Ridolfo a Roma, dove si narra di un religioso, l'abate Figari, colto “sul fiore de suoi maggiori dissipamenti ed amori con questa ultima figlia di Carlo Magini Pittore...”. Grandi soddisfazioni non doveva ricavarne neppure dall'ambito del lavoro, dal momento che sono rare, in questi anni, le commissioni documentate di un certo prestigio, e comunque dai pagamenti sempre contenuti, come i 6 scudi ricevuti il 31 aprile 1787 per aver dipinto i Quattro Protettori in occasione delle quaranta ore in San Paterniano. Non ci si sorprende, quindi, nel vedere il pittore indebitato con i Ferri, come risulta dai registri di contabilità di quella famiglia, al 4 ottobre 1788. Nel corso del 1794, rispettivamente il 24 marzo e il 18 settembre, si sposano le figlie Francesca e Massimiliana, e con i genitori ormai anziani restò la prediletta Balbina. Durante l'ultimo decennio di vita l'attività del pittore piuttosto che decrescere sembra intensificarsi in tutti i suoi aspetti, e al tempo della Repubblica franco-fanese, tra il 1797 e il 1799, collaborò con i francesi nell'asportazione dalla città di pregevoli tele, come dimostra un documento dell'11 marzo 1799. Agli inizi del secolo XIX il pittore eseguì una pala per la chiesa di Santa Maria del Porto9, mentre al 13 febbraio 1800 risale il testamento di Michelina Magini, nel quale è evidente la preoccupazione per il futuro della figlia Balbina, rimasta nubile. L'ultimo di febbraio del 1803 entrambi i coniugi redassero un nuovo testamento dove, tranne tutto ciò che riguardava la pittura, destinato al figlio Arcangelo, venne lasciato a Balbina quel poco che i Magini ancora possedevano: i mobili e le suppellettili della casa, quest'ultima non più di loro proprietà. Lo stesso anno, l'8 maggio, Michelina Polinori Magini morì. Carlo le sopravvisse tre anni, continuando a lavorare, e al 1804 risale l'esecuzione della copia - ottenuta da un'altra più piccola, sempre del Magini - della Consegna delle chiavi a San Pietro di Guido Reni, posta nella chiesa di San Pietro in Valle a sostituzione dell'originale sottratto dai francesi10. Ancora nel 1804 i registri di contabilità dell'Abbazia di San Paterniano riportano l'ultimo di una serie di pagamenti, iniziati nel giugno 1802, per dipinti commissionati all'artista, destinati alle sale interne e al chiostro del convento. Al momento della morte, il 3 luglio 1806, a conferma della scarsa attenzione riservatagli dai figli, Carlo Magini si trovava ospitato in casa di Gioacchino Mattioli, nella parrocchia di Sant'Antonio Abate.

Rodolfo Battistini

Note

  1. A. SERVOLINI, Carlo Magini. Pittore fanese del Settecento, in “Commentari”, II, 1957, pp. 125-137.
  2. L. TEZA, Carlo Magini e Sebastiano Ceccarini pittori fanesi di nature morte, in 'Notizie da Palazzo Albani', XVI, 1, 1987, pp. 84-96.
  3. Con la preziosa assistenza di Giuseppina Bojani Tombari che qui ringrazio.
  4. D'ora in poi, per i riferimenti documentari, si rimanda ai Regesti.
  5. Il 7 ottobre 1742, a Roma, Carlo Ferri paga '...al Celebre Pittore signor Francesco Mancini scudi cento per altrettanti dal Sig. Conte Cante [di Montevecchio]...'. Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 140).
  6. Dall'analisi dei documenti tutto lascia pensare che il rientro sia stato definitivo, quindi, ove non diversamente specificato, i luoghi e gli edifici citati d'ora in poi sono da considerarsi posti in Fano.
  7. Cfr. Regesti alla data 5 ottobre 1763.
  8. Ritratti sono anche le più antiche opere dell'artista individuate dalla critica e sicuramente databili, come quello di Pier Luigi Lanzi del 1742 (sull'argomento si rimanda ai Regesti). La sua notorietà come copista è ribadita dal concittadino Francesco Bertozzi: '... prese la professione di pittore che molto ci riuscì, ma questo viveva alquanto miseramente, dove qui in Fano vi pone molte sue opere, ed in specie era bravissimo per le copie, che molto somigliavano ai Primi Pittori dei secoli passati ...' (F. BERTOZZI, Protocollo delle famiglie cittadine di Fano, MS. S, c. 76r. Fano, Biblioteca Comunale Federiciana). È opportuno sottolineare che i documenti confermano le precarie condizioni economiche del Magini, e così come le fonti locali citate dal Servolini (Carlo Magini..., cit., pp. 125-126) ignorano quel settore della sua attività per il quale oggi il pittore è universalmente conosciuto: le nature morte, segno della scarsa considerazione cui era soggetto questo genere, ancora nel XVIII secolo, almeno in ambito provinciale.
  9. Cfr. Regesti, 10 febbraio 1800.
  10. Si ha notizia di una sua attività come copista anche a Loreto da una cronaca di don Vincenzo Murri, il quale ricorda che i francesi asportarono dal Palazzo Apostolico i dipinti più importanti e fra questi '...quello della natività di Maria Santissima del Carracci e la copia ancora di esso, che per non distinguersi dall'originale, credevano di poter rimanere ingannati, la quale era stata eseguita dal Magini di Fano...' (Cfr. G. CASTELLANI, Gianandrea Bellini musicista del secolo XVIII, in 'Studia Picena', V, 1929, p. 44).

Regesti

1720, 16 settembre, Fano
Nasce nella parrocchia di San Leonardo, Carlo Giulio Cipriano Magini, figlio dell'orefice Francesco e di Elisabetta Ceccarini, sorella del pittore Sebastiano (Archivio Parrocchiale di San Leonardo, vol. XIII, Battesimi, n. 306, c. 43; cfr. A. SERVOLINI, Carlo Magini. Pittore fanese del Settecento, in "Commentarii", II, 1957, p. 134).

1738, 14 ottobre, Roma
Carlo Magini, insieme a Gerolamo Betti, è testimone alla consegna al notaio della Curia della copia del certificato di battesimo dello zio Sebastiano Ceccarini, che intende contrarre matrimonio con la romana Candida Marini (Roma, Archivio Storico del Vicariato, Posizione matrimoniale, 14 ottobre 1738; cfr. L. TEZA, Carlo Magini e Sebastiano Ceccarini pittori fanesi di nature morte, in "Notizie da Palazzo Albani", XVI, 1, 1987, p. 88).

1742
È l'anno apposto al ritratto di Pier Luigi Lanzi, individuato da Renato Roli come originale del Magini nella Collezione Moratilla di Parigi (cfr. R. ROLI, Due ritratti di Carlo Magini, in "Arte Antica e Moderna", 33, 1966, pp. 88-90).

1742
Il pittore firma e data la pala di Croce di Caldarola (cfr. Catalogo, n. 37).

1742, 1° luglio, Roma
Da un carteggio tra Carlo Ferri e l'amministratore della famiglia, risultano pagamenti emessi a Roma dal Ferri a favore dell'artista: "...i canoni sono stati già pagati, come anche il zecchino al Sig. Carlo Magini e l'altra somma al frate carmelitano...". Lettera di Carlo Ferri a Giacomo Santi (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 132).

1742, 4 luglio, Roma
Carlo Ferri effettua pagamenti a favore di Carlo Magini: "...ho fatto i pagamenti al Padre Teresiano e al Signor Carluccio Magini e per il venturo farò l'altro per il vetriolo...". Lettera di Carlo Ferri a Giacomo Santi (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 132).

1742, 22 luglio, Roma
Il pittore riceve, tramite Carlo Ferri, uno zecchino da Antonio Mattioli (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 140).

1743, 29 maggio, Roma
Giuseppe Gaudenzi paga tre zecchini a Carlo Ferri "...per altrettanti pagati in Roma al Sig. Maggini pittore..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 140).

1748, 14 luglio, Fano
Nasce Francesca Magini, figlia primogenita di Carlo e di Michelina Polinori (Archivio Parrocchiale di San Leonardo, vol. XIV, Battesimi, c. 6; cfr. A. SERVOLINI, Carlo Magini..., cit., p. 135).

1750, 30 marzo, Fano
Nasce Balbina Magini (Archivio Parrocchiale di San Leonardo, vol. XIV, Battesimi, c. 24; cfr. A. SERVOLINI, Carlo Magini..., cit., p. 135).

1750, 9 luglio, Fano
Nel testamento di Nicola Magini, fratello del padre di Carlo, è prescritto che: "...a Carlo Magini suo nipote non lascia cosa alcuna, ma li rimette tutto ciò che per lui ha speso nel ritorno che fece da Roma per cui pagò tanto per il viaggio che per rivestirlo buona somma di denaro e perché anca essendosi partito dalla sua ubbidienza, non ne riceve più del medesimo in questa sua avanzata età siccome non ne ha ricevuto anca in passato alcun sollievo..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Domenico Vandini, vol. A, 1747-1757, c. 13r.).

1750, 13 ottobre, Fano
Michelina Polinori e Carlo Magini "per urgenti necessità della casa e della famiglia" decidono di prendere a censo 151 scudi di Urbino. Nello stesso atto Michelina rinuncia a ogni diritto su una parte di casa pervenuta a Carlo per eredità paterna (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Agostino Guardinucci, vol. PP, 1750, c. 563v.).

1752, Fano
Carlo Magini risulta abitante in una casa d'affitto, di proprietà dell'Orfanotrofio Femminile di Fano, situata nella parrocchia di Sant'Antonio, con la moglie Michelina, di anni 26, le figlie Francesca e Balbina di 4 e 2 anni rispettivamente e il figlio Arcangelo, lattante. Inoltre nella stessa casa abitano Dianora Magini di anni 15, una serva e Antonio Laurenciy da Mondolfo, di anni 19 (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Collette, Stato generale delle Anime della città di Fano nell'anno 1752, S. Antonio, c. 93v.).

1754, Fano
Nella stessa casa ricordata nelle Collette del 1752 abitano Carlo e Michelina Magini, con i figli Francesca, Balbina, Arcangelo; Dianora Magini e una serva (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Collette, Rassegna delle Anime dentro la città di Fano nell'anno 1754, S. Antonio, c. 101r.).

1755, Fano
Nella medesima casa citata nelle Collette del 1752 e 1754 risulta abitante Carlo Magini con i suoi familiari (Archivio di Stato , Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Collette, Rassegna delle Anime dentro la città di Fano nell'anno 1755, S. Antonio, c. 89v.).

1757, 23 luglio, Roma
"Sono in impegno di far avere subito e segretamente alla Sig.ra Michelina Polinori moglie del Sig. Carlo Magini due doppie, che in poche parole credo sieno una segreta limosina: dovete ritornarne la ricevuta, in cui dovrà dire di avere da voi per commissione datavi ricevuto scudi 6 romani senza obbligo alcuno di avere mai a restituirla a veruno. Vi avverto di non dire ne da chi ne di dove abbiate avuto questa commissione e mandatemi subito tal ricevuta per consegnarla a chi mi ha dato la commissione suddetta." Lettera di Carlo o di Ridolfo Ferri all'abate Filippo Ferri di Fano (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 68).

1759, Senigallia
È la probabile data di esecuzione del ritratto di monsignor Giuseppe Ercolani, ora nel Liceo Ginnasio Perticari di Senigallia (cfr. Catalogo, n. 4).

1760
È l'anno segnato sul retro dei ritratti del conte Francesco Maria Benedetti e della contessa Livia dall'Aste Benedetti, della Collezione Benedetti Forastieri di Senigallia (cfr. Catalogo, n. 5 e n. 6).

1763
Il pittore firma e data la Crocifissione della chiesa di Santa Lucia di Piagge (cfr. Catalogo, n. 42).

1763, 3 marzo, Fano
Nasce Casimiro Antonio Vincenzo Magini (Archivio Parrocchiale di San Marco, vol. VI, Battesimi, 1706-1807, c. 386r.).

1763, 7 marzo, Fano
Carlo e Michelina Magini acquistano dal chierico Alessandro Salucci, abitante a Roma, una casa posta nella parrocchia di San Marco per il prezzo di 525 scudi d'Urbino. Gli acquirenti si impegnano a versare un acconto di 350 scudi sotto forma di credito fruttifero a favore del Salucci, mentre i rimanenti 175 scudi saranno pagati ratealmente in ragione di 25 l'anno (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Luigi Mortari, vol. B, 1761-1763, c. 144v.).

1763, 20 giugno, Fano
Il Gonfaloniere di Fano propone al Consiglio di accettare in donazione una copia del San Pietro che guarisce lo storpio di Simone Cantarini, eseguita e offerta da Carlo Magini, corrispondendo nel contempo al pittore "...qualche atto di riconoscenza, anche in riflesso de' bisogni dei suoi familiari" (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Consigli, vol. 218, cc. 147v.-150r.).

1763, 17 agosto, Fano
Muore Casimiro di Carlo Magini e Michelina Polinori di mesi 5 (Archivio Parrocchiale di San Marco, vol. III, Morti, c. 385v.).

1763, 5 ottobre, Fano
Dai registri di contabilità della famiglia Ferri Carlo Magini risulta debitore, a questa data, di 20,46 scudi, malgrado abbia ricevuto, dal 1758 al 1763, 12,30 scudi per i ritratti di Giacomo e Giovanna Ferri; 4,5 scudi per il "...ritratto di Sua Maestà l'Imperatrice Regina..."; 5,40 scudi per "...sei ovatini con figure dipinte..."; 1,20 scudi per il " ritratto in piccolo del Padre Segneri..."; 90 bolognini per il "ritrattino in ovato di Sant'Ignazio di Loyola" (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 163).

1765
Il pittore esegue il ritratto di monsignor Pompeo Compagnoni, vescovo di Osimo e Cingoli, ora nella Collezione Compagnoni Floriani di Roma (cfr. L. DANIA, Nature morte e ritratti inediti di Carlo Magini, in "Antichità Viva", XV, 3, 1976, pp. 2328).

1765, 9 marzo, Fano
Carlo e Michelina Magini, a seguito di una sentenza emanata dal Luogotenente Generale di Fano, depongono al Sacro Monte di Pietà a credito del chierico Alessandro Salucci la somma di 350 scudi d'Urbino, equivalente a 550 scudi romani. Questa somma, residuo della vendita di un podere appartenente a Michelina Polinori, avvenuta il 10 ottobre 1761, è versata a favore di Alessandro Salucci come acconto per l'acquisto della casa concluso il 7 marzo 1763 (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Antonio Mattioli, vol. L, 1765-1766, cc. 51v.-54v.).

1766, 18 aprile, Fano
Nasce Massimiliana Eusebia, ultimogenita di Carlo e Michelina Magini (Archivio Parrocchiale di San Marco, voI. VI, 1706 1807, Battesimi, c. 401).

1766, 17 settembre, Fano
Carlo Magini valuta un quadro di Ippolito Albertini (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. M. Antonio Sarti, 1761-1771, Copie d'archivio).

1768, 9 luglio, Fano
Nel corso di una riunione della Congregazione delle Tabelle viene letta una lista di cittadini che hanno chiesto l'esenzione dal pagamento del Testatico, nella quale compare Carlo Magini (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Congregazioni Particolari, b. 12).

1770
A questa data dovrebbe risalire il ritratto del medico Stanislao Lanzi (cfr. Catalogo, n. 19).

1770
È la data presente nel ritratto di Gaetano Lanzi, conservato, come il precedente, in una raccolta privata di Fano (cfr. Catalogo, n. 20).

1770, giugno, Fano
L'amministrazione dell'Ospizio di San Michele stanzia scudi 6 a favore di Michelina Magini "...per aver riportato sul stendardo e Crocifisso li recami d'oro come alla sua nota..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Confraternita di San Michele, Entrata-Uscita, vol. 158, 1770, Spese Straordinarie, c. 54).

1771, Fano
Carlo Magini risulta abitante in casa propria con la moglie Michelina e i figli Balbina e Arcangelo (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Collette 796, Stato delle Anime della Parrocchia di San Marco).

1772
A quest'anno dovrebbe risalire il ritratto con firma e data, interpretabile anche 1774, dell'abate Antonio Modesto Gasparoli, ora nelle Collezioni d'Arte della Cassa di Risparmio di Fano.

1775, Fano
Carlo Magini risulta abitante in casa propria con la moglie Michelina e le figlie Balbina e Francesca (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Collette 796, Stato delle Anime della Parrocchia di San Marco).

1775, 30 gennaio, Fano
Viene concluso il matrimonio tra Maria Giorgetti, vedova Gasparoli, per sua figlia Lucia e Giambattista Magini per Arcangelo, suo nipote, con il consenso del padre, Carlo Magini. Nel contratto è precisato che i coniugi andranno ad abitare con Giambattista Magini e Carlo si impegna "...a non molestare il fratello Gio. Batta per ogni ragione a lui competente". A questa data quindi i rapporti tra il pittore e il figlio Arcangelo dovevano essere già da tempo compromessi (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Antonio Mattioli, voI. MM, 1732-1788).

1775, 14 ottobre, Fano
L'Amministrazione del Santuario del Ponte Metauro paga scudi 2,50 a Carlo Magini "...per aver ritocata la Madonna nella casa dove abita il coco dell'ID.ma Comonità..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Amministrazione Ponte Metauro, b. 452, c. 43r.).

1776
È l'anno riportato sul retro del ritratto di Francesco Vici, conservato nel Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna (cfr. Catalogo, n. 23).

1776
A questa data dovrebbe risalire il ritratto del nobile fanese Gianandrea Bellini, suonatore di violoncello, conservato nel Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna (cfr. Catalogo, n. 25).

1780, settembre
Carlo Magini esegue i ritratti del conte Mario Compagnoni Floriani di Villa Magna e della marchesa Francesca Ricci, ora nella Collezione Compagnoni Floriani di Roma (cfr. L. DANIA, Nature morte..., cit., pp. 23-28).

1782, 12 febbraio, Fano
Cristoforo Ferri invia una lettera al figlio Ridolfo a Roma, nella quale accenna allo scandalo che ha visto coinvolti la figlia minore di Carlo Magini e un religioso, l'abate Figari, conclusosi con l'arresto di quest'ultimo (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 75).

1783, 18 agosto, Fano
Carlo Magini rinuncia alla patria potestà sul figlio Arcangelo (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Andrea Bernetti, val. A, 1782-1790, c. 79r.).

1787, 30 aprile, Fano
L'Amministrazione del Santuario del Ponte Metauro paga a Carlo Magini sei scudi romani "...per aver fatto li quattro protettori per le 40 ore in S. Patergnano..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Amministrazione Ponte Metauro, b. 460, c. 67v.).

1788, Fano
Michelina Magini riceve dall'Amministrazione della Curia Vescovile 6,58 scudi"...per aver accomodato le pianete e tonicelle ricamate..." (Archivio della Curia Vescovile di Fano, Suppellettili Sacre, 1788, c. 30r.).

1788, 4 ottobre, Fano
Dai registri di contabilità della famiglia Ferri Carlo Magini risulta debitore, a questa data, di scudi 36,06. Alla cifra vanno sottratti 2 scudi per il "...quadro della Madonna..."; 2,50 scudi per un quadro dal soggetto non precisato consegnato il 21 ottobre 1786; mentre il 28 ottobre 1786 il Magini scontò mezzo scudo"...nella caccia del toro...": non è specificato se si tratti di un dipinto raffigurante tale avvenimento (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Privato Famiglia Ferri, b. 163).

1789, Fano
Il pittore riceve scudi 2,50 per il restauro di alcuni quadri della Sacrestia Nuova del Duomo (Archivio della Curia Vescovile di Fano, Entrata-Uscita della Sacrestia, 1787-1803, Spese Straordinarie, 1789, c. 43v.).

1790, Fano
Carlo Magini riceve 2,50 scudi per il restauro di due quadri della Sacrestia Nobile del Duomo (Archivio della Curia Vescovile di Fano, Spese Straordinarie, 1790, c. 58v.).

1794, marzo, Fano
Il Magini riceve uno scudo per aver restaurato il dipinto raffigurante San Paterniano, nella infermeria dell'Ospizio di San Michele (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Confraternita di San Michele, Entrata-Uscita, Spese Diverse, vol. 170, c. 79r.).

1794, 24 marzo, Fano
Francesca Magini, figlia di Carlo, sposa Antonio Albini (Archivio Parrocchiale di San Marco, Matrimoni, vol. VIII, 1742-1807).

1794, 18 dicembre, Fano
Massimiliana, figlia di Carlo Magini, sposa Girolamo Fradelloni (Archivio Parrocchiale di San Marco, Matrimoni, vol. VIII, 1742-1807).

1797
A quest'anno dovrebbe risalire, secondo Renato Roli, il ritratto di padre Luigi Barbieri, ora nella Pinacoteca Civica di Fano (cfr. R. ROLI, Due ritratti..., cit., p. 89).

1799, 11 marzo (21 ventoso, anno VII), Fano
La Municipalità di Fano scrive all'Amministrazione Dipartimentale di Ancona, chiedendo che quest'ultima paghi il Magini per aver stimato i quadri asportati dai francesi (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Minutario, b. 40, fasc. 17).

1800, Fano
In quest'anno il pittore esegue il ritratto di Pio VII, durante un soggiorno del Pontefice a Fano (si veda E. CAPALOZZA, Le due soste di Pio VII a Fano, in "Fano-notiziario sui problemi cittadini", XIII, 1977, n. 1, pp. 8-9, cfr. Catalogo n. 34).

1800, 10 febbraio, Fano
Don Felice Fabri, curato della chiesa di Santa Maria del Porto, invia una lettera alla Congregazione del Porto, con la quale chiede di essere risarcito delle spese sostenute per il nuovo quadro eseguito da Carlo Magini (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Congregazione del Porto, b. 100, Lettera del Sacerdote Felice Fabri alla Comunità di Fano).

1800, 13 febbraio, Fano
Viene redatto il testamento di Michelina Polinori Magini. Nell'atto è evidente l'apprensione per quella che sarà la sorte della figlia Balbina, rimasta nubile, dopo la morte dei genitori. Viene infatti precisata quale sarà la parte della casa che le spetterà, mentre il resto della stessa sarà suddiviso tra i figli Francesca, Massimiliana e Arcangelo. A questa data, peraltro, la casa non è stata ancora completamente pagata, e la testatrice stabilisce che i relativi debiti a favore di Alessandro Salucci gravino su Francesca, Massimiliana e Arcangelo, ma non su Balbina, verso la quale non mancano attestazioni di affetto e riconoscenza per l'assistenza prestata ai genitori (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Clemente Campanari, vol. A, 1790-1800, inserito tra le carte 229v.-230v.).

1802, giugno, Fano
Dalla contabilità dell'Abbazia di San Paterniano risulta che vengono spesi 3 scudi per un dipinto rappresentante la "SS. Vergine", commissionato a Carlo Magini e posto nell'appartamento dell'Abate Generale (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Abbazia di San Paterniano, Vacchette di spese 1802-1803, Partita mobili, c. 38v.).

1802, novembre, Fano
Dall'Abbazia di San Paterniano vengono pagati a Carlo Magini 20 scudi e 74 baiocchi "... per aver dipinto di nuovo tre armi del Papa, Cardinal Protettore e Rev.mo Padre Abate Generale Leati, poste nel chiostro ..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Abbazia di San Paterniano, Vacchette di spese 1802-1803, Partita spese straordinarie, c. 52r.).

1802, dicembre, Fano
L'artista riceve 3 scudi dall'Abbazia di San Paterniano per una tela "... rappresentante la Beata Vergine da porsi in foresteria..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Abbazia di San Paterniano, Vacchette di spese 1802-1803, Partita mobili, c. 40r.).

1803
È l'anno di esecuzione del ritratto, attribuito a Carlo Magini, di fra Andrea Giommi, ora nella Pinacoteca Civica di Fano (cfr. A. SERVOLINI, Carlo Magini..., cit., p. 130).

1803, l'ultimo giorno di febbraio, Fano
Carlo e Michelina Magini fanno testamento: "...Lasciamo a Balbina Magini nostra figlia tutte le masserizie di casa, cioè canterani, letti due, tutte le sedie, tutti li arnesi di cucina, tavolini, in somma tutto ciò che vi è in casa fuori dalle carte, e disegni, che spettano alla pittura, le quali carte, e disegni, lascio a mio figlio Arcangelo..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Notarile, not. Tommaso Vincenzo Fantini, Copie d'archivio).

1803, 8 maggio, Fano
Muore Michelina Polinori Magini (cfr. A. SERVOLINI, Carlo Magini, Milano 1959, p. 37).

1803, 1° agosto, Fano
Carlo Magini riceve uno scudo dall'Amministrazione del Santuario di Santa Maria del Ponte Metauro "...per riattare un quadro della Sagrestia..." (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Archivio Storico Comunale, Amministrazione Ponte Metauro, Spese Straordinarie, b. 476, c. 48r.).

1804, Fano
Il pittore esegue la copia che sostituisce, nella chiesa di San Pietro in Valle, la Consegna delle chiavi a San Pietro, di Guido Reni, sottratta dai francesi nel 1797. La copia viene ricavata da un'altra più piccola, sempre di sua mano, allora esistente nella sacrestia del Capitolo (cfr. T. MASSARINI, Manoscritto di Memorie Sacre e Profane incominciate l'anno 1791, Fano, Biblioteca Federiciana, Mss. Amiani, 127/20, p. 2).

1804, febbraio, Fano
Il pittore riceve dall'amministrazione dell'Abbazia di San Paterniano uno scudo e 50 baiocchi per il dipinto raffigurante la Madonna della Pietà (Archivio di Stato, Sezione di Fano, Fondo Abbazia di San Paterniano, Vacchette di spese 1803-1804, Partita mobili, c. 56r.).

1806, 3 luglio, Fano
Carlo Magini muore in casa di Gioacchino Mattioli (Archivio Parrocchiale di Sant'Antonio Abate, vol. XIV, 1799-1840, Morti, c. 38; cfr. A. SERVOLINI, Carlo Magini. Pittore..., cit., pp. 135-136).

Rodolfo Battistini

Fonte: Pietro Zampetti (a cura di), 'Carlo Magini', 1990, Federico Motta Editore per la Cassa di Risparmio di Fano.

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