Logo delle manifestazioni per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Introduzione del Presidente della Fondazione, Ing. Fabio Tombari

Autorità, studenti, signore e signori,
recentemente il Presidente della Repubblica, ha auspicato che le celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia possano contribuire ad aumentare nei cittadini la conoscenza storica del nostro ricco passato.

Le naturali destinatarie di questo monito non possono non essere – in prima istanza - le giovani generazioni, che sono chiamate a studiare il significato e i momenti salienti dei processi storici che hanno portato all’unificazione italiana, alle sfide del ‘900 e alla configurazione democratica del nostro Paese.

L’Italia repubblicana e democratica è stata ed è, in primo luogo, una conquista civile cui hanno ambìto, con diversità di approccio e di metodo, almeno cinque generazioni di italiani:
quella propriamente risorgimentale, che ebbe in Mazzini, Garibaldi e Cavour i suoi riferimenti più popolari;
quella che difese i confini nazionali dall’invasione austro-ungarica nel corso della Grande Guerra;
quella che lottò contro la dittatura totalitaria e difese anche a prezzo della vita, gli ideali di libertà e democrazia;
quella che - coniugando differenti principi politici ed ideologici - votò il 2 giugno 1946 la nascita della Repubblica e scrisse, in maniera originale la Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948;
quella, infine che si è trovata a convivere con la crisi delle ideologie, la fine del mondo bipolare e la globalizzazione.

L’elemento più sorprendente di questa rapida lettura della storia nazionale consiste nel fatto che molti, se non la maggior parte, di coloro che hanno lottato per l’affermazione di questi principi siano stati dei giovani: ragazzi neanche maggiorenni, lasciarono gli agi e i confort della quotidianità, per combattere nelle guerre di indipendenza, nelle rivoluzioni del 1848 e nella Repubblica Romana del 1849, seguendo l’esempio di un quarantenne che parve invincibile agli eserciti di diversi continenti, l’esempio cioè di Giuseppe Garibaldi che fu in vita ed è dopo la morte, l’Italiano più famoso al mondo.

I diciottenni della leva militare del 1899 difesero il suolo patrio all’indomani di Caporetto; studenti universitari e giovani politici e intellettuali ebbero il coraggio di denunciare il carattere autoritario e liberticida del regime fascista; altri giovani, nel clima plumbeo della 2^ guerra mondiale, rifiutarono la chiamata di leva della repubblica di Salò, si diedero alla macchia e divennero partigiani, col fine prioritario di costruire un’Italia migliore.

Ma i rischi e le sfide dei giovani del nostro tempo non sono meno importanti e questo lo comprende soprattutto chi come voi studenti, quotidianamente sui banchi di scuola, è chiamato a studiare la storia, cioè a capire gli eventi del passato per orientare meglio il presente e costruire con maggior consapevolezza il futuro.

Dò ora la parola per la lezione magistrale al prof. Marco Severini con l’auspico che sul ricordo dei valori del nostro passato possano essere coinvolti i sentimenti di tutti per la crescita della nostra comunità.

 


Via Montevecchio n. 114 - 61032 FANO (PU)
Tel. 0721 802885 - Fax 0721 827726 - E-mail:
C. F. 90008180417