Non c'è veramente nulla di più eloquente della documentazione fotografica per descrivere lo stato ante e post restauro. I lavori di recupero hanno interessato sia la parte edile, sia quella del restauro che quella dell'impiantistica.
Dall'ingresso principale la veduta dell'intera aula dove spicca l'apparato scenografico impiantato nel '700. A copertura dell'ovale che si scorge nella parete absidale di fondo era collocata una grande tela che andò distrutta nel crollo del campanile del 1944.
L'attenzione è posta in particolare alla navata di sinistra, ove sono collocati, tra gli altri, il pulpito ligneo e l'altare in legno dorato che ospita la tela Madonna del Rosario
di Felice Torelli
Come testimoniano le fotografie, lo stato in cui versava l'altar maggiore in marmi policromi era lo stesso che si poteva osservare dopo il crollo. Macerie, immondizia e uno stato di generale abbandono sono stati il punto di partenza dei lavori di recupero, che hanno portato alla ben diversa situazione attuale. L'altare, in particolare, addirittura divelto dal pavimento, è stato completamente smontato e restaurato riutilizzando tutti i frammenti originali ritrovati.
A terra la testimonianza della massiccia presenza di volatili all'interno dell'edificio. Le condizioni precarie della struttura lasciavano facile accesso ai colombi, rendendo l'ambiente pericoloso anche dal punto di vista sanitario. Anche le basi delle colonne sono state trattate, mentre i confessionali originali in legno hanno ricevuto un trattamento conservativo e successivamente ricollocati in sito.
Si tratta dell'unica cantoria rimasta delle due, identiche, presenti prima degli eventi bellici. La struttura lignea è stata rinforzata, il parapetto restaurato e l'accesso dalla Cappella del Crocefisso
ripristinato tramite una scala in legno. Ora la cantoria fa da degna cornice alle tele ospitate lungo la parete di destra del presbiterio.
Si tratta della cappellina sul lato destro della Chiesa. Ospita un bell'altare in marmo e ora, dopo il restauro, accoglie opere di Pompeo Morganti, Simone De Magistris, Sebastiano Ceccarini, Simone Cantarini e Gaetano Lapis.
Quattro confessionali in legno si trovano incastonati lungo le pareti laterali. Restaurati, mancano di pochi elementi originari.
Oltre al recupero della originaria tela di ignoto, al restauro della lapide Rinalducci e a quello del portone di ingresso, la controfacciata modifica il suo aspetto soprattutto per la ricollocazione della originaria bussola lignea, ritrovata ammassata dietro l'altare maggiore a inizio lavori.

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