Indice delle schede
- Pietra calcarea.
- Diametro base inferiore m 0,25 x diametro base superiore m 0,30 x h. m 0,27.
- La provenienza è sconosciuta.
- Attualmente è appoggiato su uno degli scalini che dalla navata maggiore conducono al presbiterio, accanto al pilastro destro.
- Lo stato di conservazione è discreto.
- La forma del capitello è paragonabile in parte a quella di una piramide tronca rovesciata e in parte ad un tronco di cono, con la base inferiore circolare e quella superiore quadrilatera e con i bordi dal profilo ondulato. Su ciascuna delle quattro facce dal fondo liscio è scolpita, ad alto-rilievo, una coppia di volatili resa di profilo, con le ali chiuse, il petto e le zampe affrontate, e i colli rovesciati all’indietro, cosicché l’ estremità della testa di ciascuno tocca quella dell’uccello sul lato contiguo. Le estremità delle teste, delle ali e delle code tangenti sottolineano i quattro spigoli del capitello.
Le teste, piuttosto consunte, risultano simili fra di loro, e gli occhi, grandi e bene aperti, a mandorla, richiamano quelli di alcune figure del ciclo dell’infanzia di Cristo.
Nonostante, ad un primo sguardo, i volatili possano sembrare identici e perfettamente simmetrici gli uni agli altri, non è così: sebbene tutte le coppie su una stessa faccia abbiano le zampe tangenti, solo una di queste ha i corpi in contatto. La resa del piumaggio è piuttosto variegata: alcuni presentano il collo liscio e il resto del corpo coperto da piume rese mediante piccole incisioni parallele fra loro, e disposte su file orizzontali, mentre in altri le incisioni partono dal collo, e, in certi casi, sono disposte all’interno di elementi semicircolari (come lo sono le piume dell’angelo nel pannello con l’Annunciazione e quelle di alcuni dei volatili nel secondo e terzo fregio). Il piumaggio, gli artigli possenti e le code (costituite da una sorta di fascette allungate e piatte, dal doppio profilo) sono simili a quelli dei volatili nel secondo e terzo fregio, invece i corpi risultano più affusolati e più morbidamente torniti.
Il capitello può essere paragonato ad opere di cultura emiliana, e segnatamente nicoliana, rispetto alle quali però presenta figure meno prepotentemente plastiche, meno articolate e diversificate fra loro. Esse appaiono più esili rispetto ai supposti prototipi, e forse avvicinabili più facilmente (fra i rilievi del repertorio nicoliano), a quelli negli stipiti del protiro del Duomo di Verona che, rispetto ad altri, hanno un andamento più pacato e risentono di influssi bizantini. Sicuramente il capitello differisce da quelli lombardi del XII secolo, in cui, laddove vi sono uccelli, questi sono solitamente disposti ad ali spiegate e, soprattutto, la resa plastica è assai più aspra, meno ricca di morbidi trapassi.
- Asioli, La Cattedrale..., album fotografico non numerato; Schede dell’Archivio SBAS di Urbino (1984).
Maria Chiara Iorio