Oggetto del presente studio è invece la chiesa episcopale che su quella primitiva in sito, o, più probabilmente su una o più successive, venne edificata nel corso del XII secolo, in un’epoca di particolare fervore della vita cittadina. Il giovane Comune consolare si andava affermando come polo alternativo a quello tradizionale ecclesiastico, rappresentato in città dal vescovo, in perenne contrasto con il potente e ricco abate di S. Paterniano. Ai dissidi tra queste tre forze, che miravano ciascuna a difendere i propri diritti e possessi, si era aggiunta la rivalità (per la conquista del contado) con le limitrofe Pesaro, Fossombrone e Senigallia che, evidentemente, considerando Fano particolarmente temibile, costituirono una lega contro di essa coinvolgendo persino Ravenna. Al 1141 risale un patto del nostro Comune con Venezia85, che comportò il pagamento di un tributo annuo in cambio della garanzia di una pace ventennale con Pesaro, dell’aiuto militare in caso di aggressione, e di notevoli vantaggi commerciali; una clausola prevedeva anche la fedeltà all’Imperatore, cui il Comune rimase saldamente legato sino alla fine del secolo86, epoca a cui risalgono anche, come si è detto, i primi patti commerciali con Spalato e Ragusa, che testimoniano definitivamente l’ampia rete di contatti istituiti in quest’epoca con città lontane, contatti ravvisabili anche nell’architettura e nelle sculture del Duomo il cui cantiere dovette essere attivo, come si vedrà, per gran parte del XII secolo.
L’esame della fabbrica e delle sculture a questa connesse è reso più agevole dall’esistenza di un documento d’eccezione: un’epigrafe contemporanea (ora murata all’interno dell’edificio, nella parete sud dello pseudo-transetto: fig. 15) dalla quale si apprende che la nostra costruzione ne sostituì una andata distrutta il giorno di Natale del 1124 per un incendio devastatore (perierunt moenia) partito dal tetto87; inoltre il nuovo tempio, edificato all’epoca del vescovo Rainaldo (che pontificò tra il 1135 c. e il 1159), fu finanziato dai cittadini (per i quali viene chiesta la protezione divina), fu realizzato da Maestro Rainerio, e portato a termine nel 1140. Il testo (cfr. in Appendice la scheda 1) indurrebbe poi a credere, a causa di un “docta manu sculpsit”, che Rainerio fu solo scultore, ma, come si vedrà, pare che egli sia stato anche, e soprattutto, l’architetto della nuova fabbrica, il cui cantiere dovette rimanere aperto ben oltre il 1140, probabile anno della consacrazione dell’edificio, ma non del suo compimento. L’arredo ad esso intimamente connesso risale, infatti, ai decenni successivi, poiché i pannelli con storie dell’infanzia di Cristo, facenti parte del moderno ambone di cui si è già accennato nelle Note introduttive, sono riferibili ad un periodo posteriore al 1140, data probabile della consacrazione, come si è detto, ma non della chiusura del cantiere88.
Maria Chiara Iorio