Il frammento costituisce parte di un trapezoforo a forma di possente zampa ferina che, dopo l’articolazione del ginocchio, viene avvolta da una corona di foglie di acanto da cui emerge una protome di leone, la quale è configurata con le fauci spalancate e la mandibola aderente al petto. Manca l’artiglio e la parte anteriore del muso, comprensiva del naso. Gli occhi sono tondi, forse in origine dipinti. Non sono conservate zanne all’interno della bocca. La criniera è resa a ciuffi separati in ciocche regolari. È perduto quasi interamente il pilastrino di fissaggio che si innestava dietro il collo dell’animale, ma se ne vede ancora la sede di alloggiamento. Sul retro è presente un foro con residui di ferro (cfr. Deonna, Le mobilier délien, pag. 45, fig. 65, pag. 47, figg. 67-68, tav. XX, nn. 141-145, part. 144; Richter, The furniture, nn. 572, 577).
In tutto simile al frammento precedente, rispetto al quale è stato trovato in un momento successivo. Anche la rottura in basso è avvenuta alla stessa altezza. La parte anteriore della protome ferina risulta peggio conservata di quello, poiché è quasi completamente rotta. Inoltre parte del frammento è coperta da incrostazioni di malta. Conservato in parte l’occhio sinistro, tondo e leggermente infossato, mentre è perduto l’altro. La bocca è semi-aperta, ma senza zanne conservate. Nulla resta della parte prominente del muso e dell’artiglio. Dietro la testa dell’animale è visibile l’alloggiamento del pilastrino di fissaggio.
Questi due frammenti di trapezoforo, simili tra loro, sono identificabili come sostegni di delphica (tavolo tondo), forse appartenenti addirittura allo stesso tavolo, vista la loro somiglianza.
In questo tipo di tavolo i sostegni raffigurati come protome di fiera erano spesso uniti tra loro per mezzo di una traversa che assicurava maggior stabilità. Questa era dotata di tre bracci desinenti in un tenone, infilato in una mortasa ricavata alla base del pilastrino di sostegno nella parte posteriore del trapezoforo e fissato con perni metallici. Tracce di questi perni metallici sono conservate anche nei due trapezofori trovati nel territorio di Forum Sempronii.
Le delphicae venivano impiegate nei triclinia, dove erano utilizzate per sostenere il vasellame da mensa, nei giardini, tra due colonne del peristilio con funzione decorativa, negli ambienti attorno al cortile, e sotto il compluvio.
Zampa ferina ben lavorata, poggiante su di una piccola base. A forma di artiglio di uccello rapace con ossi prominenti e ben visibili sotto la pelle. Costituiva la parte terminale di un supporto di tavolo rettangolare a tre o quattro gambe (cfr. Deonna, Le mobilier délien, pag. 24, fig. 24, nn. 2-4; tav. XI, n. 83; Richter, The furniture, n. 574).
Gamba teriomorfa, coperta di motivi floreali, curva nella parte alta, descrivente un semicerchio, e diritta in basso. Sono visibili nella parte posteriore resti di perni in ferro e in alto l’appoggio per il pilastrino su cui insisteva il tavolo. Utilizzata in tavoli rotondi. I prototipi sono databili all’inizio del I sec. a.C. (Deonna, Le mobilier délien, pag. 44, fig. 62).
Si tratta di una testa, forse di leone, sbocciante da un motivo floreale. Gli occhi sono piccoli e tondi. Manca l’artiglio; dietro la testa dell’animale in alto è conservato in parte il pilastrino di fissaggio su cui poggiava la lastra del tavolo. Nella parte posteriore, in corrispondenza del punto di innesto della testa sul motivo floreale è visibile la porzione terminale del braccio della traversa che assicurava maggiore stabilità al tavolo. Il muso dell’animale, privo della parte anteriore, è attraversato da un foro circolare creato probabilmente per far passare un getto di acqua, cosa che farebbe presupporre una destinazione dell’opera a decorazione di fontana, forse in una seconda fase d’uso.
Piccolo frammento di gamba nuda con ginocchio piegato e poggiante su di un oggetto o animale non riconoscibile, attraversato da un foro rotondo che fa propendere per una identificazione del frammento come elemento decorativo di fontana. Nella coscia è infisso un lungo perno in ferro.

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